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Inserita venerdì 4 marzo 2011

Genelec 8260A: di grande livello qualitativo, potenti e ben definiti

Mixare sui monitor Genelec ha portato alle decisioni corrette, sia per quanto riguardava la correzione timbrica e dinamica, sia per quanto riguardava i posizionamenti nel panorama stereo.

“Mixare sui monitor Genelec ha portato alle decisioni corrette, sia per quanto riguardava la correzione timbrica e dinamica, sia per quanto riguardava i posizionamenti nel panorama stereo.”

E’ il risultato del test in studio effettuato rivista dedicata all’audio professionale Computer Music Studio, edito da Tecniche Nuove, in uscita nel mese di Febbraio.
Nella sessione di prova i monitor Genelec 8260A, con tecnologia MDC™ Minimum Diffraction Coaxial Mid/High driver technology e DSP per autotarata del monitor
nell‘ambiente di lavoro, sono stati oggetto di una analisi dettagliata che ha permesso conoscerne ogni caratteristica e la qualità.
Inoltre per il test condotto la redazione di Computer Music Studio ha effettuato una vera e propria sessione di mix offrendo ai professionisti dell’audio una ampia e
dettagliata analisi del monitor e soprattutto i vantaggi a lavorare con il monitor con le più avanzate tecnologie Genelec.
Abbiamo valutato diversi generi, dalla Classica al Rock e già senza correzione abbiamo notato una fedeltà notevole su tutto lo spettro audio, con una dinamica molto precisa. I bassi spingono con grande definizione e, anche a volumi bassi e nonostante le dimensioni del woofer, i transienti gravi sono riprodotti in maniera precisa. Le medie sono sempre presenti e molto ben definite, e le alte non risultano mai taglienti o fastidiose. L’immagine stereo risulta fin da subito molto precisa ed è possibile collocare nello spazio ogni sorgente sonora con facilità.
Quindi le conclusioni: Possono sicuramente diventare i monitor di riferimento per molteplici scopi, dalla registrazione, al mixaggio, al mastering.
Oltre che eccellenti per l’ascolto fine a se stesso, si dimostrano ottimi monitor da lavoro, in cui i difetti e gli errori di mixaggio sono presentati in maniera chiara e mai alterata. L’intero articolo è disponibile nella versione digitale della rivista sul sito www.compmusic.it oppure in edicola.

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Pubblicato il venerdì 4 marzo 2011
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